Noi

Che strani animali siamo a volte

cavalli selvaggi che corrono sul vento

lunghe sterminate pianure senza sassi

criniere dritte e sguardo fiero

 

sembra che mai ci si debba fermare

o che ali spuntino per trasformare

il nostro comune sentire in dolore

o le ferite chiuse in dolce abbandono

 

ma la trasformazione più grande sarà

la vita che vorremo e vorremmo

in giorni comuni di speciale candore

 

nell'ombra della luce il solito riapparire

la furiosa gioia del nostro galoppare

l'infinito che soli sappiamo vedere

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