PICCOLO DIFETTO - RIDUZIONE TEATRALE IN UN ATTO UNICO
Questa è la riduzione teatrale del racconto del 1993, che viene presentato al concorso Corti Teatrali del Teatro Abarico di Roma.
PICCOLO DIFETTO
Atto Unico
di Edoardo Ferrario
PERSONAGGI
Marco
Ragazza Bionda
Voci fuori scena
All'alzarsi del sipario il palco è al Buio. Si odono delle voci
VOCI FUORI SCENA Dai ragazzi, andiamo bere qualcosa! Sì, va bene, al Drago Verde? No andiamo in disco! Marco, che fai?
MARCO No, ragazzi, torno a casa, stasera
VOCE MASCHILE Ma sei matto? Vai a casa il venerdì alle 11 e mezza?
MARCO Stasera non ho voglia, è bastato il film...
Si accendono le luci sul palco, solo da una parte.
Marco è un giovane sui trent'anni, di bell'aspetto, vestito sportivo, ma elegante. Passeggia per le vie della piccola città.
MARCO Chissà perché... stasera mi va così, niente movida, a casa presto, stasera! Senti che
aria pulita e fresca questa sera, mi verrebbe voglia di girare un po' a respirare a pieni polmoni...Ma no, dai, ecco il mio vicolo..
Svolta l’angolo, meccanicamente affonda la mano nella tasca, per prendere le chiavi. Segue il gesto con lo sguardo e, rialzatolo di fronte a sé, si ferma.
MARCO E chi è questa? Che biondina... e che gambe...
Si accendono le luci dall'altra parte del palco
Una ragazza bionda, con capelli lisci e lucidi a coprirle parzialmente le spalle, è seduta sullo scalino dell’entrata; la testa reclinata lievemente le impedisce di scorgere l’arrivo di Marco.
Veste camicetta e una corta gonna nera.
La ragazza si volta nell’udire i secchi suoni dei passi.
RAGAZZA BIONDA (con voce dolce e sorridendo) Scusi, abiti qui?
MARCO (gentilmente, ma confuso dalla bellezza della ragazza) Sì, posso esserti d’aiuto?
La ragazza si alza in piedi; Marco nota che è molto alta e slanciata.
RAGAZZA BIONDA Magari! Cerco un certo Giorgio. Mi hanno detto che abita qui. Lo conosci?
MARCO (pensando fra sé) Dio mio, che bella!...Ma chi è questa, Venere? (rivolto a lei) Giorgio... qui? Ti dirò, non conosco bene tutti, in questa casa... però ci sono solo sei appartamenti e,
vediamo, al mio piano no, sono sicuro; sopra ci sono i due anziani, l’altro è vuoto e di là... c’è una famiglia di giovani appena arrivati... no, non credo proprio; penso ti sia sbagliata.
(pensando) Eh sì, è proprio una Venere... è anche un po’ strabica...
La ragazza spegne il sorriso e si rimette a sedere, sconsolata.
RAGAZZA BIONDA E io come faccio, adesso... devo andare da Giorgio, questa sera... non conosco nessuno, ed è tardi...
MARCO (pensando) Ma chi è questo Giorgio che non è nemmeno in grado di indicare con precisione il proprio indirizzo ad una ragazza così? Sì, è strabica, d’accordo, ma è...
(verso la ragazza) Sei straniera?
RAGAZZA BIONDA (distrattamente e abbassando gli occhi, quasi provando vergogna) Vengo da lontano, sì.
MARCO (accorato e non ammiccante) Ascolta, se proprio non hai dove andare, posso ospitarti io.
RAGAZZA BIONDA (con dolcezza) Ma io devo andare da Giorgio...
MARCO Ascolta... perché non sali su da me, che vediamo di trovare questo Giorgio... Hai il suo numero di telefono, il suo cognome?
La ragazza bionda scuote la testa in senso negativo.
MARCO Dai vieni, non preoccuparti. In qualche modo faremo... (apre il portoncino)
Le luci calano mentre i due si avviano
RAGAZZA BIONDA Ma io devo andare da Giorgio...
MARCO Vedi tu. Per me non ci sono problemi.
RAGAZZA BIONDA (sospira) Ok
Buio
Luce piena, soggiorno della casa di Marco. Un divano, un bancone bar.
Marco e la ragazza bionda entrano.
MARCO Accomodati, fai come se fossi a casa tua...
In piena luce Marco la osserva bene. Il nero di camicetta e gonna fa risaltare la carnagione dorata ed i biondi capelli
MARCO (pensando) Caspita, quanto è bella!. Deve essere tedesca o olandese...
Marco serve da bere, mentre la ragazza continua a ripetere meccanicamente, come una litania
RAGAZZA BIONDA Dov’è Giorgio? Devo andare da Giorgio! Dov'è Giorgio, devo andare da Giorgio...”
MARCO (pensando) C'è qualcosa che deve emergere nella mia mente da un po' e non so cos'è... Che sia a proposito di Giorgio? Ma chi è Giorgio, poi?
(rivolto alla ragazza, dolcemente) Ascolta... (le posa una mano sulla gamba) adesso bevi qualcosa, poi cerchiamo questo Giorgio, se proprio io ti faccio schifo...
La ragazza non risponde, e beve d’un fiato la bibita.
MARCO (pensando) Certo che è proprio strabica!
Le cinge le spalle con il braccio, l’attira a sé e la bacia. La ragazza non fa resistenza.
RAGAZZA BIONDA Giorgio non si trova... per me...
Buio.
Al riaccendersi delle luci Marco è sdraiato sul divano a torso nudo e fuma con voluttà una sigaretta .
MARCO (pensando) cavoli! Non so neanche come si chiama...ma che ragazza...pelle vellutata e morbida, quel profumo di candore e perversione unito nelle forme precise e sensuali del suo corpo...Che
fortuna essere tornato a casa prima!!! Ma cosa devo ricordarmi poi...?
Appare la ragazza dietro la quinta, Marco le sorride... La ragazza è seria e d’improvviso la pelle comincia ad invecchiare, dieci anni al secondo; e quella stupenda ragazza si trasforma in pochi
istanti in una vegliarda, sogghignante e strabica.
RAGAZZA BIONDA (mormorando con voce profonda e roca) Giorgio...
MARCO (esclamando) ecco il tarlo! Giorgio! Giorgio Paladini, il vecchio che abita qui sopra!! Ma cosa ci andava a fare una così splendida fanciulla da quel vecchio? Così malato, con pochi
giorni... giorni da... vi...ve...re...
Marco comincia a rantolare: una fitta, profonda ed acuta, gli spacca il cuore. Allunga una mano, per invocare aiuto, ma la voce gli si blocca, allunga una mano, trova un libro.
MARCO (voce flebile, ormai morente, legge) Cesare Pavese: Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi...
cade dal divano
MARCO Strabici.
Buio.
TELA