ed accorgersi di come sono attuali, a volte.

Questa è una canzone dell'Ottobre 1985, dedicata a Celle Ligure, il paese in provincia di Savona dove ho trascorso una ventina di estati,sicuramente tutte quelle dell'età scolare e universitaria.

PICCOLO PAESE

Piccolo paese appoggiato sul mare

dove arrivai prima ancora di nascere

per quanti anni mi hai insegnato

ad amare quella strana vita d'estate

dove il sogno finisce catturato

 

e sulla spiaggia lungo tutte quelle sere

l'odore acre delle prime perse chimere

si mescolava dolcemente

con lo sguardo di una "lei" in cui vedevo il futuro

anche se finiva in niente

 

E quante volte ho sorriso 

ad un'onda del tuo mare travolgente

e quante volte poi ho pianto

per la troppa confusione nella mia mente

 

Piccolo paese sul tuo lungomare

quelle sere imbevute di filosofia

a domandarci il senso della morte

dell'amore, della vita e della fantasia

 

E tu solo mi hai visto ubriaco

per le tue strade a sfottere la gente

gridando la mia rabbia, la mia vergogna

il mio genio, la mia voglia, il mio niente

 

E poi con la chitarra a cantare

fino a tardi nei bar assonnati

per ritrovarmi davanti al mare

a specchiare i miei sogni appena  nati

 

Piccolo paese ci incontriamo d'autunno

quando hai gettato la dolce maschera dell'estate

quando vedo nel volo dei gabbiani

la tua storia passata, i tuoi pescatori rudi

dagli sguardi strani

 

Piccolo paese a me piace guardare il tuo mare

quando tutt'intorno c'è profumo di immansità

quando la sera scende presto

e nel collo soffia forte quel magico Maestrale

vento di libertà

 

Piccolo paese appoggiato sul mare

forse anche dopo morto ritornerò

per assaggiare ancora il sapore

del tempo andato che più non ho

 

Perché in fondo io sono come te

due facce in una vita riunite

e non saprò mai il perché

nessuno ancora le ha capite

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